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Che cosa e' successo il 3 dicembre 2009 alla Rai? PDF Stampa E-mail


"EVENTO TELEVISIVO"
"MIRACOLO DI FABIO FAZIO"
LA RAI SI E' SVEGLIATA DA UN PERPETUO "SONNO DOGMATICO".

Che cosa è successo dunque di tanto clamoroso e anomalo da farci sussultare di meraviglia e scadere nella retorica?
Ciò che dovrebbe essere "normale" per un servizio pubblico come la RAI, è divenuto "evento", "miracolo", ossia risveglio da una sonnolenza culturale assurda e colpevole.

GIOVEDI’ 3 DICEMBRE 2009, dunque, in prima serata, RAI TRE, con la colpevole "complicità" di Fabio Fazio, ha osato far "salire in cattedra" la MUSICA;

ha lasciato parlare di MUSICA; ha permesso di ascoltare MUSICA, finalmente,con l'intervento di un maestro come DANIEL BARENBOIM, al quale poi si sono associati due mostri sacri come il grande direttore d'orchestra CLAUDIO ABBADO e il grande pianista MAURIZIO POLLINI.

"DIES ALBO SIGNANDA LAPILLO" come dicevano gli antichi romani, che segnavano con pietruzze bianche i giorni fortunati e con nere quelli sfortunati.
Finalmente dunque alla RAI un giorno da segnare con una pietruzza bianca.

L'occasione è stata offerta dalla PRIMA ALLA SCALA dell'opera "CARMEN"-di Georges Bizet.
Cosi per una LUNGA PRIMA SERATA (questo è già un "evento", un "miracolo”!) il maestro argentino-israeliano BARENBOIM ha intrattenuto 1.715.000 spettatori, esprimendo con calore, spontaneità e sovrana sensibilità e competenza le sue idee sulla musica, sulla esecuzione, sui rapporti tra direttore e orchestrali.
Ha spiegato e fatto comprendere a tutti come la musica sia un'ARTE CHE SEMBRA IMMATERIALE” e invece si esprime nella "FISICITA’", perché "E' NATA DALLA NECESSITA' DI RENDERE FISICA L'ANIMA". Insomma la vera musica scuote, fa vibrare corpo e anima. Ti prende, ti coinvolge, per cui "NON E' LA MUSICA CHE HA BISOGNO DI NUOVO PUBBLICO", cioè non è lei che HA BISOGNO DELL'UOMO, ma è l'uomo CHE HA BISOGNO DI LEI", proprio perché coinvolge la sua stessa "fisicità”.
Insomma “far musica" non è un lavoro, E' UNA NECESSITA'.
Lo capissero i responsabili delle Istituzioni Pubbliche; lo capissero i politici, i ministri, i sottosegretari, ecc; la televisione e tutti i mezzi di comunicazione non continuerebbero a snobbare la grande musica col pretesto stupido e falso che devono puntare al basso, al facile, al “popolare” per accontentare tutti, per salvare il dio “audience”, per non perdere la fonte di sostentamento che è la pubblicità. Anche se ciò significa manifestamente poi appiattire menti e impoverire animi, perché in tal modo non si offre nessuno stimolo a una crescita umana e culturale.

Il maestro Barenboim ha portato ad esempio invece la sua straordinaria esperienza dell'orchestra arabo-israeliana: la musica ha fatto superare le barriere dell'apartheid, dell'odio, delle guerre, delle divisioni etniche-religiose, unendo giovani di stati in perenne guerra fra loro.

Vedere e sentire in televisione, e IN PRIMA SERATA, raccontare finalmente la grande musica dalla voce persuasiva di un grande maestro e dalle sue esecuzioni dal vivo, è stato uno SPETTACOLO VERO, entusiasmante, ma soprattutto INTELLIGENTE ED EDUCATIVO, che ha surclassato per eleganza, interesse e coinvolgimento tanti spettacoli serali che imperversano inesorabili, ottundendo i cervelli con troppo frequenti banalità, ripetitive e talvolta anche volgari.
Perché non si insiste con coraggio nell'imboccare decisamente la strada di queste trasmissioni alternative, con una certa regolarità?

Fabio Fazio ha avuto il merito e il coraggio di tentare, per una sera almeno, a scuotere, a contraddire l'andazzo generale, dimostrando con successo che si può fare anche televisione finalmente in modo nuovo e diverso, senza scadere nell'erudizione difficile o noiosa, ma facendo capire e convincere che la "musica c'entra CON LE EMOZIONI E I PENSIERI PIU' PROFONDI DELL'UOMO, perché essa è prima di tutto un “MODO DI ESSERE", di sentire e di vivere la bellezza, come è riuscito a dimostrare il maestro Barenboim.
Il grande direttore d'orchestra CLAUDIO ABBADO, in perfetta sintonia con lui ne ha ribadito la profonda verità del suo messaggio.

Allora, infine, è risultato particolarmente ammonitore per tutti quanto detto dal grande pianista MAURIZIO POLLINI: “Una società senza il segno della musica è una società più brutta e più povera”.

Già, ce ne stiamo accorgendo tutti i giorni dopo giorno, anche per colpa della televisione e dei media in generale.

Ha detto bene il fine osservatore e critico Enrico Girardi: quella di giovedì 3 dicembre 2009 è stata “UNA LEZIONE DI ARTE, DI VITA, MA ANCHE DI TELEVISIONE, CHE I DIRIGENTI CHIAMATI A DISEGNARE I PALINSESTI TELEVISIVI NON POTRANNO CONTINUARE A FAR FINTA DI IGNORARE”.

Caro Girardi, davvero dobbiamo sperare, delusi come siamo da sempre?
Che ne dici? Saremmo curiosi di conoscere quanti responsabili RAI, quanti tra la pletora di politici, ministri, sottosegretari ecc. di ogni tendenza si sono sintonizzati su RAI TRE giovedì 3 dicembre.
Ma forse come sempre erano giustificati, perché in tutt’altre faccende affaccendati, così da essere loro impossibile accorgersi perfino di come si sia riempita la SCALA DI DUEMILA GIOVANI per la CARMEN, appena si è loro offerta l'occasione. La cronaca ha sottolineato i loro applausi, la loro meraviglia per l'opera e l'ammirazione spontanea per il maestro Barenboim, "contentissimo (come ha detto loro) di vedere tanti giovani in teatro".

Avranno almeno capito la lezione i responsabili RAI e sopratutto i politici, così sordi dinanzi ai problemi della cultura?
Speriamo serva almeno la lezione del presidente Napolitano, che ha fatto i suoi complimenti a Fazio "per aver portato in televisione (e noi aggiungiamo ancora una volta "in prima serata"!) la grande musica dei grandi interpreti: è stata una bellissima cosa, che fa onore alla RAI e ne valorizza il RUOLO PECULIARE.

Non ci resta che sperare che questo ruolo peculiare non si sia già perduto.

Eliseo Carraro
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